Oltre ad essere un centro turistico, Grado è infatti un centro storico ed artistico di grandissimo interesse, le cui scoperte archeologiche sono sempre più valorizzate. Complesse e lontane sono infatti le sue vicende storiche, che si intrecciano con quelle di Aquileia sin da prima delle invasioni barbariche, proseguendo a margine della storia della Serenissima e, alla scomparsa di quest'ultima, si innestano in quelle dell'Impero AustroUngarico, per divenire con la sua dissoluzione parte integrante della recente storia d'Italia.
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Ai tempi dell’Impero romano, l’isola di Grado era lo scalo navale della popolosa città di Aquileia e, proprio alcuni anni fa, il mare ha restituito niente meno che un intera nave oneraria, cioè dedita al trasporto di merci. |
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Con le scorrerie barbariche del V secolo, gli Aquileiesi trovarono rifugio lungo la costa, facendo di Grado la nuova Aquileia, che ereditò anche l'antica sede vescovile. |
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Con il nuovo millennio, Grado lentamente si assoggetta alla potente Venezia, così cominciò il declino della città, che ormai aveva perso la sua grandezza per diventare con l’andar del tempo solo un isolato borgo |
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Nel 1815 Grado passò a far parte dell’impero asburgico che ne favorì lo sviluppo anche turistico: nel 1854 Grado offriva già ai primi clienti della sua spiaggia i “camerini”. |
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Nel 1918 l’oramai esclusiva isola turistica ritorna italiana, ed è intorno agli anni trenta che Grado riceve un nuovo impulso turistico con la creazione delle Terme marine che le consentì di confermare il titolo di “stazione di cura”, |
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Basta visitare il Campo dei Patriarchi con la Basilica di S.Eufemia risalente a oltre 1400 anni fa, il Battistero e la Basilica di S.Maria delle Grazie. |
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